lunedì 9 gennaio 2017

Di Dumas, Perez-Reverte e de I Tre Moschettieri



Oggi non vi voglio parlare di un romanzo o di una serie Tv ma piuttosto di un tema che coinvolge ben due romanzi e una serie TV. Il tema è quello del feuilleton, un termine francese che sta alla letteratura quasi quanto il termine serie TV sta al cinema.

Maestro indiscusso in ambito di feuilleton è stato Alexandre Dumas con il suo romanzo I Tre Moschettieri, un classico che curiosamente è al centro della storia principale di un altro romanzo, Il Club Dumas di Arturo Perez Reverte e che è stato usato come ispirazione per una serie molto ben fatta targata BBC e intitolata The Musketeers.

Ma andiamo con ordine.

lunedì 12 dicembre 2016

Cari Mostri: impressioni mie, illustrazioni di John Kenn Mortensen



Tempo fa, ma in realtà dovrei dire anni fa, scrissi una specie di racconto in cui il protagonista era un mostro, concepito come qualcosa che la ragione non può comprendere e che la morale non può tollerare. Tale racconto non ha mai visto la luce nemmeno sul blog  e credo che resterà nel suo bozzolo per parecchio altro tempo. Fatto sta che leggendo Cari Mostri di Stefano Benni ho rivissuto per qualche giorno le atmosfere del periodo in cui scrivevo il racconto.

lunedì 28 novembre 2016

Shame: una drammatica disperazione



Scordiamoci per un attimo lo stereotipo del latin lover e analizziamo cosa c'è alla base del probelma. Eh si, perché proprio di un problema si tratta.

domenica 27 novembre 2016

Kafka sulla spiaggia: realismo magico con wasabi


Accanto a questo mondo, dove noi viviamo, ce n’è sempre un altro. Fino a un certo punto possiamo anche entrarci e, se stiamo molto attenti, tornare indietro sani e salvi. Ma superato un certo limite, è impossibile venirne fuori. E’ un labirinto.

Molte leggende e non solo quelle orientali hanno come denominatore comune il destino, il fine ultimo a cui tende l’intera esistenza di un individuo nella misura in cui tutte le sue scelte – anche le più insignificanti – servono ad avvicinarlo sempre di più all'epilogo che lo aspetta.

Possiamo immaginare il destino come un fiume. Cosa succede se gettiamo due bastoncini nella corrente? Essi saranno trascinati e molto probabilmente uno dei due si troverà più avanti rispetto all'altro dopo qualche ansa. Ma può succedere che il bastoncino che si trova in vantaggio ad un certo punto venga bloccato da una roccia affiorante e allora quello che si trovava parecchi metri indietro finirà per sorpassarlo. 

Le forze del destino agiscono in un modo che sembrerebbe essere casuale ma in realtà sono le nostre categorie mentali che ci traggono in inganno.

venerdì 18 novembre 2016

Ciao amico, puoi chiamarmi Mr.Robot




Ciao amico,

Sai cos’è una attacco DDOS? O una steel mountain? O un honeypot? Probabilmente no. E non ti dirò io cosa sono perché non sono qui per questo e comunque io non esisto.

Almeno non come esisti tu in questo momento.

Io sono il parto di una mente troppo consapevole per poter pensare di stare zitta. Non ho forma, solo sostanza. Sostanza vivente senza forma.

Il bello è che io vivo in te e in tutte le persone che vivono in questo mondo nell'illusione che quello che li circonda sia reale. Tutte stronzate. Viviamo in un grande universo fatto di bugie che ci vengono propinate giorno dopo giorno. E, si sa, più si ripete una menzogna – per quanto essa sia assurda – più le si attribuisce veridicità.

Non sempre mi è consentito di esprimermi. Quindi adesso ne approfitto.

Le multinazionali, le banche, i social media, le telco hanno creato un mondo che ci da l’impressione di essere comodo, veloce e alla nostra portata. Un mondo in cui il successo si misura in base ai like sul proprio profilo social, in base allo scoperto che la banca ti concede sul conto, in base al fatto di poterselo anche solo permettere un conto corrente. Comodità, velocità, semplicità sono il prodotto che ci continuano a vendere in cambio della nostra libertà.

Crediamo di essere liberi di pensare, parlare e agire ma il mondo che scelgono per noi, perché noi stessi siamo troppo pigri per farlo, è governato da catene invisibili che ci legano a delle zavorre immaginarie che sono i bisogni indotti. Tutti noi abbiamo una debolezza, possiamo chiamarlo un bug, e appena lo hanno scoperto se ne approfittano per farci sorgere un bisogno che faremo di tutto per soddisfare anche se è effimero. Molti di noi questa debolezza la portano in giro in maniera così evidente da sembrare una gigantesca insegna luminosa posta sulla fronte.

Per chi sa dove e come cercare, nessuno di noi possiede segreti.

Siamo tutti hackerabili.


Scusate, riprendo il controllo dei miei pensieri e delle mie azioni dopo che si è espresso il mio amico immaginario. Volevo scrivere una recensione su una serie TV eccezionale che ho visto ultimamente e che si intitola Mr.Robot, ma non ne ho più voglia. Il mio amico immaginario mi ha svuotato di energie.
Vabbé, andatevi a vedere Mr.Robot.
Credo che c’entri in qualche misura lo sproloquio che avete letto qui sopra.


domenica 6 novembre 2016

"Inferno", enorme passo falso

Tom Hanks e Felicity Jones da "Inferno"

Il terzo capitolo della serie di film tratta dai romanzi di Dan Brown: parliamo di "Inferno", diretto da Ron Howard.

mercoledì 2 novembre 2016

In guerra per amore, Pif torna dietro la cinepresa


La seconda fatica cinematografica di Pif, all'anagrafe Pierfrancesco Diliberto, ci riporta indietro nel tempo fino allo sbarco degli americani in Sicilia nel luglio del 1943. Esattamente come il regista palermitano ha fatto con il suo primo lavoro, La mafia uccide solo d’estate, anche in In guerra per amore il tema trattato è piuttosto pesante ma viene raccontato con una certa leggerezza.

La cifra stilistica di Pif è fatta di mix di umorismo spiccatamente siculo che stempera i contorni di una storia che altrimenti sarebbe drammatica e impegnativa dal punto di vista emotivo, ma anche di riferimenti alla storia mondiale, italiana e siciliana che restituiscono un certo spessore culturale al film.