sabato 17 giugno 2017

Il giro di vite di Henry James, lo psy–gothic a tinte horror

Due ragazzini in tenera età, un'istitutrice perbenista e una governante iper–protettiva: questi elementi basterebbero per creare un bel romanzo gotico con moltissimi punti di riflessione dal punto di vista psicologico. Se ci aggiungiamo anche le apparizioni di una vecchia istitutrice e di un maggiordomo, entrambi morti prima dell'inizio della nostra storia, allora possiamo anche concederci quel tocco di horror che male non può certamente fare.

Henry James in Il giro di vite, probabilemte il più conosciuto dei suoi lavori se non il più trasposto sul grande e sul piccolo schermo, affronta il tema della violenza psicologica perpretata sui bambini dal perbenismo esasperato e dal sistema delle convenzioni sociali di fine 1800. Era un periodo in cui tra le famiglie delle classi sociali più abbienti si era soliti educare i rampolli in casa, ospitando per un periodo imprecisato delle istitutrici. Spesso le giornate dei ragazzi scorrevano placide e noiose tra una lezione di matematica e un precetto di bon ton.

Nel nostro caso, i piccoli Flora e Miles vengono affidati alle cure di un'istitutrice che è anche voce narrante della storia e che ci descrive con dovizia di particolari i suoi sentimenti nel rapportarsi con i ragazzi, con la governante, Mrs Grove, e con le sinistre apparizioni che si verificano nella sontuosa dimora di Bly.

Si tratta di un viaggio nella psiche di chi narra la storia, viaggio che spesso somiglierà a un'indagine soprannaturale in cui dovremo farci un'idea del significato delle apparizioni dei due spettri e di come gli abitanti della casa reagiscono. Ci porremo delle domande e trarremo le conclusioni, ciascuno secondo la propria sensibilità e profondità di comprensione, ma quello che succederà alla fine (non ve lo anticipo) colpisce come uno schiaffo in faccia in uno dei cliffhanger meglio studiati della letteratura europea.

De Il giro di vite sono stati tratti diversi film sia per la TV che per il cinema. Ve ne riporto qui i più interessanti dal punto di vista emotivo. Il primo film si intitola Suspense (The Innocents) ed è datato 1961 mentre il secondo, più recente, si intitola The Others ed è un capolavoro di tensione emotiva firmato Alejandro Amenabar. In quest'ultimo caso, l'accostamento con Il giro di vite riguarda solo l'atmosfera e una piccola parte della trama. 


lunedì 9 gennaio 2017

Di Dumas, Perez-Reverte e de I Tre Moschettieri



Oggi non vi voglio parlare di un romanzo o di una serie Tv ma piuttosto di un tema che coinvolge ben due romanzi e una serie TV. Il tema è quello del feuilleton, un termine francese che sta alla letteratura quasi quanto il termine serie TV sta al cinema.

Maestro indiscusso in ambito di feuilleton è stato Alexandre Dumas con il suo romanzo I Tre Moschettieri, un classico che curiosamente è al centro della storia principale di un altro romanzo, Il Club Dumas di Arturo Perez Reverte e che è stato usato come ispirazione per una serie molto ben fatta targata BBC e intitolata The Musketeers.

Ma andiamo con ordine.

lunedì 12 dicembre 2016

Cari Mostri: impressioni mie, illustrazioni di John Kenn Mortensen



Tempo fa, ma in realtà dovrei dire anni fa, scrissi una specie di racconto in cui il protagonista era un mostro, concepito come qualcosa che la ragione non può comprendere e che la morale non può tollerare. Tale racconto non ha mai visto la luce nemmeno sul blog  e credo che resterà nel suo bozzolo per parecchio altro tempo. Fatto sta che leggendo Cari Mostri di Stefano Benni ho rivissuto per qualche giorno le atmosfere del periodo in cui scrivevo il racconto.

lunedì 28 novembre 2016

Shame: una drammatica disperazione



Scordiamoci per un attimo lo stereotipo del latin lover e analizziamo cosa c'è alla base del probelma. Eh si, perché proprio di un problema si tratta.

domenica 27 novembre 2016

Kafka sulla spiaggia: realismo magico con wasabi


Accanto a questo mondo, dove noi viviamo, ce n’è sempre un altro. Fino a un certo punto possiamo anche entrarci e, se stiamo molto attenti, tornare indietro sani e salvi. Ma superato un certo limite, è impossibile venirne fuori. E’ un labirinto.

Molte leggende e non solo quelle orientali hanno come denominatore comune il destino, il fine ultimo a cui tende l’intera esistenza di un individuo nella misura in cui tutte le sue scelte – anche le più insignificanti – servono ad avvicinarlo sempre di più all'epilogo che lo aspetta.

Possiamo immaginare il destino come un fiume. Cosa succede se gettiamo due bastoncini nella corrente? Essi saranno trascinati e molto probabilmente uno dei due si troverà più avanti rispetto all'altro dopo qualche ansa. Ma può succedere che il bastoncino che si trova in vantaggio ad un certo punto venga bloccato da una roccia affiorante e allora quello che si trovava parecchi metri indietro finirà per sorpassarlo. 

Le forze del destino agiscono in un modo che sembrerebbe essere casuale ma in realtà sono le nostre categorie mentali che ci traggono in inganno.

venerdì 18 novembre 2016

Ciao amico, puoi chiamarmi Mr.Robot




Ciao amico,

Sai cos’è una attacco DDOS? O una steel mountain? O un honeypot? Probabilmente no. E non ti dirò io cosa sono perché non sono qui per questo e comunque io non esisto.

Almeno non come esisti tu in questo momento.

Io sono il parto di una mente troppo consapevole per poter pensare di stare zitta. Non ho forma, solo sostanza. Sostanza vivente senza forma.

Il bello è che io vivo in te e in tutte le persone che vivono in questo mondo nell'illusione che quello che li circonda sia reale. Tutte stronzate. Viviamo in un grande universo fatto di bugie che ci vengono propinate giorno dopo giorno. E, si sa, più si ripete una menzogna – per quanto essa sia assurda – più le si attribuisce veridicità.

Non sempre mi è consentito di esprimermi. Quindi adesso ne approfitto.

Le multinazionali, le banche, i social media, le telco hanno creato un mondo che ci da l’impressione di essere comodo, veloce e alla nostra portata. Un mondo in cui il successo si misura in base ai like sul proprio profilo social, in base allo scoperto che la banca ti concede sul conto, in base al fatto di poterselo anche solo permettere un conto corrente. Comodità, velocità, semplicità sono il prodotto che ci continuano a vendere in cambio della nostra libertà.

Crediamo di essere liberi di pensare, parlare e agire ma il mondo che scelgono per noi, perché noi stessi siamo troppo pigri per farlo, è governato da catene invisibili che ci legano a delle zavorre immaginarie che sono i bisogni indotti. Tutti noi abbiamo una debolezza, possiamo chiamarlo un bug, e appena lo hanno scoperto se ne approfittano per farci sorgere un bisogno che faremo di tutto per soddisfare anche se è effimero. Molti di noi questa debolezza la portano in giro in maniera così evidente da sembrare una gigantesca insegna luminosa posta sulla fronte.

Per chi sa dove e come cercare, nessuno di noi possiede segreti.

Siamo tutti hackerabili.


Scusate, riprendo il controllo dei miei pensieri e delle mie azioni dopo che si è espresso il mio amico immaginario. Volevo scrivere una recensione su una serie TV eccezionale che ho visto ultimamente e che si intitola Mr.Robot, ma non ne ho più voglia. Il mio amico immaginario mi ha svuotato di energie.
Vabbé, andatevi a vedere Mr.Robot.
Credo che c’entri in qualche misura lo sproloquio che avete letto qui sopra.


domenica 6 novembre 2016

"Inferno", enorme passo falso

Tom Hanks e Felicity Jones da "Inferno"

Il terzo capitolo della serie di film tratta dai romanzi di Dan Brown: parliamo di "Inferno", diretto da Ron Howard.